LETTERE CONTRO LA GUERRA DI TIZIANO TERZANI.

Ho scelto di recensire questo libro perchè mi ha toccato particolarmente, dimostrando anche di saper essere incisivo, e di riuscire a lasciare qualcosa nell'anima di una persona. 



TRAMA: "Se al loro apparire le lettere contro la guerra hanno rappresentato una delle riflessioni più importanti dopo l'11 settembre, oggi questo piccolo libro incandescente, sgorgato dal suo autore in pochi, drammatici mesi,ma frutto di una vita di viaggi e conoscenze, ci parla non più di una guerra, bensì di tutte le guerre, e contro di esse fa sentire la sua voce limpida, ormai al di là della cronaca. In un'epoca in cui nessuno accetta più lezioni da nessuno, le Lettere di Tiziano Terzani, sono invece una lezione preziosissima, non soltanto contro la violenza, ma anche contro l'intolleranza, l'ipocrisia, le semplificazioni e l'indifferenza".



Inizialmente ho deciso di leggere questo libro per poter arricchire il mio bagaglio culturale in ambito di lotta alle guerre e affermazione della pace nel Mondo, ma anche per poter comprendere la figura di un uomo che ,proprio come evidenziato all'interno del libro, si è trovato in una situazione di conflitto circa l'interpretazione degli eventi dell'11 settembre, con una grande autrice ad esso affine, ovvero Oriana Fallaci. Solitamente non mi concedo il lusso di leggere opere impostate come una sorta di diario, ma in questo caso ho fatto un'eccezione, proprio perchè queste lettere sono collegate da una sorta di fil rouge che le rende sia dal punto di vista della lettura, che visivo, un saggio in senso stretto. L'opera inizia con un discorso condotto dallo stesso Terzani in via generale, toccando vari aspetti, anche esperienze personali, del tragico evento della caduta delle Torri Gemelle, e gli attacchi affini avvenuti durante la giornata. La stessa prosegue poi con una sorta di botta risposta tra l'autore e la scrittrice, reporter, Oriana Fallaci, contestando proprio l'approccio posto in essere in relazione a tali avvenimenti, quasi come una sorta di monito, il quale alludeva al fatto che il modo di porsi rispetto ad un evento così sensibile, da parte di un personaggio del suo calibro, avrebbe portato alla diffusione di sentimenti rabbiosi verso determinati orientameti religiosi, in segno di emulazione. Proseguendo l'opera si fa sempre più interessante perchè apre gli occhi del lettore, lo prende per mano e lo dirige verso quella parte del pianeta Terra, che ci rifutiamo di compendere, di osservare e addirittura ammirare con meraviglia. Le esperienze personali da reporter di Terzani vengono messe in evidenza proprio per farci comprendere come a volte, spinti dai media o da fonti esterni, non vogliamo aprire gli occhi, o porci domande su aspetti che potrebbero farci cambiare completamente la visione di un determinato aspetto. L'autore infatti, oltre a decantare le meraviglie che ogni giorno vengono distrutte da guerre inutili, a volte fomentate dagli stessi che si proclamano paladini della pace e che utilizzano come pretesto la lotta ad un despota solo per arricchire le casse pubbliche, attraverso espedienti quali l'armamento delle popolizioni civili per difendersi dai soprusi dei cosiddetti "cattivi", ci porta a trarre conclusioni diverse rispetto a quelle di partenza. Personalmente credo che questo libro mi abbia veramente aperto gli occhi, portato tanta curiosità, tale da farmi approfondire tematiche come la questione palestinese, o la guerra in Libia, ma soprattutto mi abbia insegnato a riflettere prima di formulare un giudizio su una questione, valutando tutti i punti di vista, anche quello che solitamente non consideriamo solo perchè proveniente dalla parte che riteniamo essere quella "malata", "sbagliata", "diabolica".

Tiziano Terzani: "Io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa... Nessun altro può farlo per noi".

Nessun commento:

Posta un commento