Recensione "LA PAURA E' UN PECCATO" Oriana Fallaci

"La paura è un peccato - lettera da una vita straordinaria" è un'opera che ripercorre i momenti più importanti della vita di Oriana Fallaci, quasi come una linea che cronologicamente parte dalle sue prime esperienze fino ad arrivare alla sua morte. 



TRAMA: Oriana Fallaci odiava scrivere lettere perché le rubavano tempo prezioso al lavoro sui libri. Eppure nessuno più di lei ha legato il suo nome alla scrittura epistolare. Fin dagli esordi nel giornalismo ha tenuto una fitta corrispondenza pubblica e privata con i protagonisti della poitica, della cultura, del giornalismo, da Andreotti a Nenni, da Ingrid Bergman a Shirley MacLaine, da Henry Kissinger a Fidel Castro. E ogni volta era capace di stilare tre, quattro o anche più minute, quasi sempre firmate, per immaginare cosa sarebbe apparso agli occhi del suo interlocutore una volta aperta la busta. Le minute venivano poi conservate per avere traccia dello scamio epistolare e, grazie allo straordinario lavoro di archiviazione delle sue carte private, è stato possibile scegliere, fra le centinaia di lettere scritte ad amici e colleghi, alla famiglia e ai politici, quelle più significative per raccontare l'intera esistenza attraverso la sua viva voce. Sono missive ricche di aneddoti spassosi, riflessioni sulla politica italiana ed estera, sfoghi sulle difficoltà a sopportare ìl peso della distanza dagli affetti più cari.[...]

Come diceva proprio Oriana (la chiamo direttamente per nome, in quanto è la mia scrittrice preferita e ogni volta che leggo una sua opera, la considero come una sorta di confessione o regalo da parte di un'amica), e come evidenziato nella copertina sul retro del libro, "Scrivere è un ben bizzarro processo creativo. Un'ossessione, una forma di follia. Ma così è." 
Concordo pienamente con queste parole, in quanto scrivere risulta essere uno dei processi creativi, da parte di un artista, tra i più complessi e articolati che si possa immaginare, ed anche se scrivo solo poesie o articoli su recensioni, novità nel mondo della letteratura, posso confermare questa citazione da lei più volte posta in evidenza.




Tornando all'opera, innanzitutto vorrei chiarire che si tratta di una sorta di raccolta epistolare, in cui tra l'altro vengono anche riportate, a metà del libro, varie foto di queste lettere che sono state riprodotte nello stesso in forma scritta, stampata. Ogni lettera è indirizzata ad un determinato personaggio, o come nel caso di Alekos Palagunis, il rivoluzionario amante della scrittrice, più di una. Ciascuna lettera, o pagina di questo "memorandum" ripercorre attimi della sua vita, o della sua carriera, mettendo in mostra anche lati della scrittrice, ai più sconosciuti, anche ad un'affezionata sua lettrice come me. Tutto ciò è dato dal fatto, sia che la stessa era contraria alla scrittura di una qualsiasi biografia sulla sua vita o postuma, sia che era una persona che amava farsi ricordare dagli altri per ciò che faceva e rappresentava, una donna simbolo di libertà e affermazione in una società ancora maschilista. 

Infatti quando sentiamo nominare Oriana Fallaci, le reazioni sono diverse tra loro, c'è chi la ricorda semplicemente per le sue ultime opere, ovvero l'attacco all'Islam in seguito al tragico evento delle Torri Gemelle dell'11/09/2001, che sebbene in alcuni punti possano essere fonte di critica, non sono prive di fondamenta, in quanto l'autrice ha visitato anche per lunghi periodi Paesi con una forte matrice islamica, stando anche a contatto con la popolazione ivi stanziata, e poi c'è chi invece la vede per come lei è stata veramente nell'arco della sua vita, ovvero una donna simbolo della rivoluzione femminista, radicale, libera, vera, coraggiosa, e non mancano altri aggettivi per descriverla.



Tra le lettere che possono colpire maggiormente, ci sono quelle indirizzate innanzitutto al suo Grande Amore, con la maiuscola, ovvero il rvoluzionario greco Alekos Palagunis, conosciuto proprio durante la sua attività di giornalista, visto che il suo intento inizialmente era quello di intervistarlo, in quanto rivoluzionario marxista greco che lottava per l'affermazione dei diritti democratici, contro il regime dei colonnelli, senza  poi mettere in conto, che si sarebbe innamorata di lui. Il bello della raccolta delle lettere indirizzate ad Alekos, è la scritta al centro di una pagina bianca "Aspettami, io ti ho aspettato tanto", frase ripresa da una lettera indirizzata a lui, e spedita da Bonn, il 26/08/1973. Un'altra lettera riguardante Alekos molto commovente, è quella in cui lei, stupendo il lettore in maniera non banale, utilizza parole dolci e inaspettate nei confronti del suo amato, quasi fossero poesia, dicendo: "Non sempre posso fare quello che voglio, andare dove voglio. C'è sempre un vento che mi porta via da dove amo trovarmi: come certi uccelli costretti costantemente a emigrare. Ma, se tu me lo permetterai, se ti piacerà, prometto di piegare il vento nella tua direzione. Ed è una promessa seria. Sono una persona seria. Forse, perfino troppo seria."

Vi sono poi altre lettere che risultano essere interessanti, come quelle indirizzate a Kissinger, o al suo caro amico Pietro Nenni, per non parlare del complesso rapporto di amicizia tra l'autrice e il grande Pier Paolo Pasolini.

Consiglio vivamente questo libro, in quanto è un'opera scorrevole, anche se epistolare, cosa che solitamente mi blocca in un acquisto, ma soprattutto risulta essere interessante anche per tutti coloro che conoscono poco Oriana Fallaci, e che vorrebbero avere un primo approccio con la stessa, senza iniziare essenzialmente dalle sue opere. Infine mi sento di ringrazire gli eredi di Oriana Fallaci, che aprendo l'archivio a scrittori e giornalisti a permesso a questi di poter portare alla luce, molto dell'autrice a noi sconosciuto.





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