LETTERE CONTRO LA GUERRA DI TIZIANO TERZANI.

/ dicembre 24, 2017
Ho scelto di recensire questo libro perchè mi ha toccato particolarmente, dimostrando anche di saper essere incisivo, e di riuscire a lasciare qualcosa nell'anima di una persona. 



TRAMA: "Se al loro apparire le lettere contro la guerra hanno rappresentato una delle riflessioni più importanti dopo l'11 settembre, oggi questo piccolo libro incandescente, sgorgato dal suo autore in pochi, drammatici mesi,ma frutto di una vita di viaggi e conoscenze, ci parla non più di una guerra, bensì di tutte le guerre, e contro di esse fa sentire la sua voce limpida, ormai al di là della cronaca. In un'epoca in cui nessuno accetta più lezioni da nessuno, le Lettere di Tiziano Terzani, sono invece una lezione preziosissima, non soltanto contro la violenza, ma anche contro l'intolleranza, l'ipocrisia, le semplificazioni e l'indifferenza".



Inizialmente ho deciso di leggere questo libro per poter arricchire il mio bagaglio culturale in ambito di lotta alle guerre e affermazione della pace nel Mondo, ma anche per poter comprendere la figura di un uomo che ,proprio come evidenziato all'interno del libro, si è trovato in una situazione di conflitto circa l'interpretazione degli eventi dell'11 settembre, con una grande autrice ad esso affine, ovvero Oriana Fallaci. Solitamente non mi concedo il lusso di leggere opere impostate come una sorta di diario, ma in questo caso ho fatto un'eccezione, proprio perchè queste lettere sono collegate da una sorta di fil rouge che le rende sia dal punto di vista della lettura, che visivo, un saggio in senso stretto. L'opera inizia con un discorso condotto dallo stesso Terzani in via generale, toccando vari aspetti, anche esperienze personali, del tragico evento della caduta delle Torri Gemelle, e gli attacchi affini avvenuti durante la giornata. La stessa prosegue poi con una sorta di botta risposta tra l'autore e la scrittrice, reporter, Oriana Fallaci, contestando proprio l'approccio posto in essere in relazione a tali avvenimenti, quasi come una sorta di monito, il quale alludeva al fatto che il modo di porsi rispetto ad un evento così sensibile, da parte di un personaggio del suo calibro, avrebbe portato alla diffusione di sentimenti rabbiosi verso determinati orientameti religiosi, in segno di emulazione. Proseguendo l'opera si fa sempre più interessante perchè apre gli occhi del lettore, lo prende per mano e lo dirige verso quella parte del pianeta Terra, che ci rifutiamo di compendere, di osservare e addirittura ammirare con meraviglia. Le esperienze personali da reporter di Terzani vengono messe in evidenza proprio per farci comprendere come a volte, spinti dai media o da fonti esterni, non vogliamo aprire gli occhi, o porci domande su aspetti che potrebbero farci cambiare completamente la visione di un determinato aspetto. L'autore infatti, oltre a decantare le meraviglie che ogni giorno vengono distrutte da guerre inutili, a volte fomentate dagli stessi che si proclamano paladini della pace e che utilizzano come pretesto la lotta ad un despota solo per arricchire le casse pubbliche, attraverso espedienti quali l'armamento delle popolizioni civili per difendersi dai soprusi dei cosiddetti "cattivi", ci porta a trarre conclusioni diverse rispetto a quelle di partenza. Personalmente credo che questo libro mi abbia veramente aperto gli occhi, portato tanta curiosità, tale da farmi approfondire tematiche come la questione palestinese, o la guerra in Libia, ma soprattutto mi abbia insegnato a riflettere prima di formulare un giudizio su una questione, valutando tutti i punti di vista, anche quello che solitamente non consideriamo solo perchè proveniente dalla parte che riteniamo essere quella "malata", "sbagliata", "diabolica".

Tiziano Terzani: "Io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa... Nessun altro può farlo per noi".

Ho scelto di recensire questo libro perchè mi ha toccato particolarmente, dimostrando anche di saper essere incisivo, e di riuscire a lasciare qualcosa nell'anima di una persona. 



TRAMA: "Se al loro apparire le lettere contro la guerra hanno rappresentato una delle riflessioni più importanti dopo l'11 settembre, oggi questo piccolo libro incandescente, sgorgato dal suo autore in pochi, drammatici mesi,ma frutto di una vita di viaggi e conoscenze, ci parla non più di una guerra, bensì di tutte le guerre, e contro di esse fa sentire la sua voce limpida, ormai al di là della cronaca. In un'epoca in cui nessuno accetta più lezioni da nessuno, le Lettere di Tiziano Terzani, sono invece una lezione preziosissima, non soltanto contro la violenza, ma anche contro l'intolleranza, l'ipocrisia, le semplificazioni e l'indifferenza".



Inizialmente ho deciso di leggere questo libro per poter arricchire il mio bagaglio culturale in ambito di lotta alle guerre e affermazione della pace nel Mondo, ma anche per poter comprendere la figura di un uomo che ,proprio come evidenziato all'interno del libro, si è trovato in una situazione di conflitto circa l'interpretazione degli eventi dell'11 settembre, con una grande autrice ad esso affine, ovvero Oriana Fallaci. Solitamente non mi concedo il lusso di leggere opere impostate come una sorta di diario, ma in questo caso ho fatto un'eccezione, proprio perchè queste lettere sono collegate da una sorta di fil rouge che le rende sia dal punto di vista della lettura, che visivo, un saggio in senso stretto. L'opera inizia con un discorso condotto dallo stesso Terzani in via generale, toccando vari aspetti, anche esperienze personali, del tragico evento della caduta delle Torri Gemelle, e gli attacchi affini avvenuti durante la giornata. La stessa prosegue poi con una sorta di botta risposta tra l'autore e la scrittrice, reporter, Oriana Fallaci, contestando proprio l'approccio posto in essere in relazione a tali avvenimenti, quasi come una sorta di monito, il quale alludeva al fatto che il modo di porsi rispetto ad un evento così sensibile, da parte di un personaggio del suo calibro, avrebbe portato alla diffusione di sentimenti rabbiosi verso determinati orientameti religiosi, in segno di emulazione. Proseguendo l'opera si fa sempre più interessante perchè apre gli occhi del lettore, lo prende per mano e lo dirige verso quella parte del pianeta Terra, che ci rifutiamo di compendere, di osservare e addirittura ammirare con meraviglia. Le esperienze personali da reporter di Terzani vengono messe in evidenza proprio per farci comprendere come a volte, spinti dai media o da fonti esterni, non vogliamo aprire gli occhi, o porci domande su aspetti che potrebbero farci cambiare completamente la visione di un determinato aspetto. L'autore infatti, oltre a decantare le meraviglie che ogni giorno vengono distrutte da guerre inutili, a volte fomentate dagli stessi che si proclamano paladini della pace e che utilizzano come pretesto la lotta ad un despota solo per arricchire le casse pubbliche, attraverso espedienti quali l'armamento delle popolizioni civili per difendersi dai soprusi dei cosiddetti "cattivi", ci porta a trarre conclusioni diverse rispetto a quelle di partenza. Personalmente credo che questo libro mi abbia veramente aperto gli occhi, portato tanta curiosità, tale da farmi approfondire tematiche come la questione palestinese, o la guerra in Libia, ma soprattutto mi abbia insegnato a riflettere prima di formulare un giudizio su una questione, valutando tutti i punti di vista, anche quello che solitamente non consideriamo solo perchè proveniente dalla parte che riteniamo essere quella "malata", "sbagliata", "diabolica".

Tiziano Terzani: "Io dico: fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza. Facciamo ognuno qualcosa... Nessun altro può farlo per noi".

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"La paura è un peccato - lettera da una vita straordinaria" è un'opera che ripercorre i momenti più importanti della vita di Oriana Fallaci, quasi come una linea che cronologicamente parte dalle sue prime esperienze fino ad arrivare alla sua morte. 



TRAMA: Oriana Fallaci odiava scrivere lettere perché le rubavano tempo prezioso al lavoro sui libri. Eppure nessuno più di lei ha legato il suo nome alla scrittura epistolare. Fin dagli esordi nel giornalismo ha tenuto una fitta corrispondenza pubblica e privata con i protagonisti della poitica, della cultura, del giornalismo, da Andreotti a Nenni, da Ingrid Bergman a Shirley MacLaine, da Henry Kissinger a Fidel Castro. E ogni volta era capace di stilare tre, quattro o anche più minute, quasi sempre firmate, per immaginare cosa sarebbe apparso agli occhi del suo interlocutore una volta aperta la busta. Le minute venivano poi conservate per avere traccia dello scamio epistolare e, grazie allo straordinario lavoro di archiviazione delle sue carte private, è stato possibile scegliere, fra le centinaia di lettere scritte ad amici e colleghi, alla famiglia e ai politici, quelle più significative per raccontare l'intera esistenza attraverso la sua viva voce. Sono missive ricche di aneddoti spassosi, riflessioni sulla politica italiana ed estera, sfoghi sulle difficoltà a sopportare ìl peso della distanza dagli affetti più cari.[...]

Come diceva proprio Oriana (la chiamo direttamente per nome, in quanto è la mia scrittrice preferita e ogni volta che leggo una sua opera, la considero come una sorta di confessione o regalo da parte di un'amica), e come evidenziato nella copertina sul retro del libro, "Scrivere è un ben bizzarro processo creativo. Un'ossessione, una forma di follia. Ma così è." 
Concordo pienamente con queste parole, in quanto scrivere risulta essere uno dei processi creativi, da parte di un artista, tra i più complessi e articolati che si possa immaginare, ed anche se scrivo solo poesie o articoli su recensioni, novità nel mondo della letteratura, posso confermare questa citazione da lei più volte posta in evidenza.




Tornando all'opera, innanzitutto vorrei chiarire che si tratta di una sorta di raccolta epistolare, in cui tra l'altro vengono anche riportate, a metà del libro, varie foto di queste lettere che sono state riprodotte nello stesso in forma scritta, stampata. Ogni lettera è indirizzata ad un determinato personaggio, o come nel caso di Alekos Palagunis, il rivoluzionario amante della scrittrice, più di una. Ciascuna lettera, o pagina di questo "memorandum" ripercorre attimi della sua vita, o della sua carriera, mettendo in mostra anche lati della scrittrice, ai più sconosciuti, anche ad un'affezionata sua lettrice come me. Tutto ciò è dato dal fatto, sia che la stessa era contraria alla scrittura di una qualsiasi biografia sulla sua vita o postuma, sia che era una persona che amava farsi ricordare dagli altri per ciò che faceva e rappresentava, una donna simbolo di libertà e affermazione in una società ancora maschilista. 

Infatti quando sentiamo nominare Oriana Fallaci, le reazioni sono diverse tra loro, c'è chi la ricorda semplicemente per le sue ultime opere, ovvero l'attacco all'Islam in seguito al tragico evento delle Torri Gemelle dell'11/09/2001, che sebbene in alcuni punti possano essere fonte di critica, non sono prive di fondamenta, in quanto l'autrice ha visitato anche per lunghi periodi Paesi con una forte matrice islamica, stando anche a contatto con la popolazione ivi stanziata, e poi c'è chi invece la vede per come lei è stata veramente nell'arco della sua vita, ovvero una donna simbolo della rivoluzione femminista, radicale, libera, vera, coraggiosa, e non mancano altri aggettivi per descriverla.



Tra le lettere che possono colpire maggiormente, ci sono quelle indirizzate innanzitutto al suo Grande Amore, con la maiuscola, ovvero il rvoluzionario greco Alekos Palagunis, conosciuto proprio durante la sua attività di giornalista, visto che il suo intento inizialmente era quello di intervistarlo, in quanto rivoluzionario marxista greco che lottava per l'affermazione dei diritti democratici, contro il regime dei colonnelli, senza  poi mettere in conto, che si sarebbe innamorata di lui. Il bello della raccolta delle lettere indirizzate ad Alekos, è la scritta al centro di una pagina bianca "Aspettami, io ti ho aspettato tanto", frase ripresa da una lettera indirizzata a lui, e spedita da Bonn, il 26/08/1973. Un'altra lettera riguardante Alekos molto commovente, è quella in cui lei, stupendo il lettore in maniera non banale, utilizza parole dolci e inaspettate nei confronti del suo amato, quasi fossero poesia, dicendo: "Non sempre posso fare quello che voglio, andare dove voglio. C'è sempre un vento che mi porta via da dove amo trovarmi: come certi uccelli costretti costantemente a emigrare. Ma, se tu me lo permetterai, se ti piacerà, prometto di piegare il vento nella tua direzione. Ed è una promessa seria. Sono una persona seria. Forse, perfino troppo seria."

Vi sono poi altre lettere che risultano essere interessanti, come quelle indirizzate a Kissinger, o al suo caro amico Pietro Nenni, per non parlare del complesso rapporto di amicizia tra l'autrice e il grande Pier Paolo Pasolini.

Consiglio vivamente questo libro, in quanto è un'opera scorrevole, anche se epistolare, cosa che solitamente mi blocca in un acquisto, ma soprattutto risulta essere interessante anche per tutti coloro che conoscono poco Oriana Fallaci, e che vorrebbero avere un primo approccio con la stessa, senza iniziare essenzialmente dalle sue opere. Infine mi sento di ringrazire gli eredi di Oriana Fallaci, che aprendo l'archivio a scrittori e giornalisti a permesso a questi di poter portare alla luce, molto dell'autrice a noi sconosciuto.





Oggi ho deciso di scrivere un post per parlarvi di qualcosa di veramente eccezionale, che anche io ho scoperto da poco, e che interesserà molti di voi, che non conoscono questa realtà, ovvero: ACCIOBOOKS.

Se vi state chiedendo che cosa sia, chiarisco subito il vostro dubbio, dicendo che acciobooks è la prima piattaforma italiana di booksharing, ovvero in grado di consentire scambio di libri tra sconosciuti, tramite il servizio postale nazionale (Poste Italiane). Inizialmente non riuscivo a capire di cosa si trattasse, nonostante avessi già sentito parlare molte volte di booksharing, anche tramite Instagram. Il metodo utilizzato da questo sito risulta essere semplice ed efficace.

Ogni "lettore" iscrivendosi al sito www.acciobooks.com, ha diritto ad una propria pagina profilo in cui potrà inserire i libri che intende scambiare, descritti nel dettaglio, quindi ad es. num di pagine, editore, anno di edizione, etc... Il sito non pone un limite di libri da poter inserire, e nel caso in cui un determinato libro non sia presente nell'archivio, vi è data la possibilità di inserirlo manualmente.


Innanzitutto diciamo che i libri si possono registrare sulla propria pagina, inserendo nell'apposita barra, che trovate su "Inserisci Libro" nel vostro profilo, il codice ISBN che ogni libro indica nel retro, in fondo alla copertina. Una volta registrato, avete la possibilità di scegliere se metterlo in vendita, se scambiarlo, o lasciare la scelta al visitatore se proporvi un acquisto o uno scambio.



Nel momento in cui qualcuno risulta essere interessato al vostro libro, cliccando sul pulsante "SCAMBIA", invierà al vostro indirizzo email un messaggio, indicando il proprio interesse e allegando in automatico il link del suo profilo, in modo che possiate valutare un eventuale scambio, dando un'occhiata alla sua lista. Se lo scambio andrà a buon fine, mettendovi d'accordo con l'altro "lettore", basterà semplicemente impacchettare il libro indicando le varie generalità, e scrivere sul pacchetto "PIEGO DI LIBRI", che vi permetterà di poter usufruire di un metodo di spedizione vantaggioso, tramite il servizio di posta nazionale, a soli 1, 28 €.

Devo confessarivi che inizialmente ero un po' titubante, soprattutto in relazione al fatto che qualcuno avrebbe potuto anche non inviare effettivamente il libro concordato, ma senza remore ho deciso di testare questo fenomeno, sull'onda della sua fama. Il mio primo scambio è già andato a buon fine, e devo ritenermi più che soddisfatta, perchè la ragazza ha rispettato i termini stabiliti e addirittura mi ha allegato un post it sulla copertina del libro con scritto "buona lettura". Ora sto aspettando l'arrivo di altri tre libri, e ormai posso ritenermi un'acciobooks dipendente, perchè attraverso questo metodo posso disfarmi di libri verso cui non ho provato molto interesse, e ottenere in cambio opere di autori che avevo comunque intenzione di acquistare, anche in versioni vintage fuori edizione.



Consiglio vivamente a tutti questo metodo di booksharing, visto che è l'unico presente in Italia, e anche se ammetto che non si pone a vantaggio dell'editoria italiana, in tempi di crisi un po' di egoismo "monetario", come io amo definirlo, non sta male, specialmente per il nostro portafoglio. E comunque un bel giretto alla Feltrinelli, con tanto di spesa a due cifre sostanziose, non me lo toglie nessuno. 

-ARTEMISIASOPHIE.


Ciao a tutti, questa è la mia prima recensione, e ho deciso di farla proprio sull'ultimo libro che ho finito di leggere qualche giorno fa: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Inizialmente ero un po' scettica sulla scelta di questo libro, forse perché non se ne parla abbastanza nell'ambito letterario, o perché non ne ho mai sentito parlare in maniera entusiasta.


TRAMA: "Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano liri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante". [Trama ripresa dal retro del libro, STAMPA OSCAR MONDADORI, Ristampa del 2010].


Già dalla trama si può comprendere come quest'opera possa essere indirizzata nella categoria tra fantascienza e manifesto politico del futuro. Infatti l'elemento che  personalmente emerge , è proprio il sottolineare, quanto possa essere grottesco, se non spaventoso, vivere in una realtà fatta di tecnologia eccessivamente all'avanguardia (basti pensare alla "famiglia", a cui viene fatto riferimento in continuazione, che sembra apparire da questi giganteschi "pannelli" appesi alle pareti) in cui la riflessione, il pensiero, il ricercare soluzioni a problemi sia qualcosa di "eccentrico" e "sovversivo", piuttosto che normale. Sembra come se lo scrittore volesse proprio mostrare tutto ciò che la seconda guerra mondiale aveva innescato nella mente delle persone. Un elemento che va ad avvalorare questa mia tesi è proprio quell'essere quasi assente mentalmente dei personaggi, della popolazione in generale descritta nel libro, come la moglie di Montag, "Mildred", e come questo fatto possa essere accomunato a quella ,definita anche da Hannah Arendt nella sua opera più famosa, "banalità del male", che aveva fatto sì che i tedeschi avessero democraticamente scelto Hitler come Furer. Nel caso specifico, è come se, proprio come nel regime, si volesse andare a evidenziare il controllo delle menti di queste popolazioni di città, indicate dall'autore, come la cultura e la diversità possano spaventare a tal punto da volerle cancellare, da volerle, in una sorta di visione distorta della realtà, declassare a mali che devono essere controllati e a cui non c'è soluzione, se non quella dell'eliminazione definitiva, attraverso "il fuoco". Il libro è scorrevole, anche se l'autore punta molto su descrizioni analitiche delle situazioni, che risultano tra l'altro difficili da immaginare, in quanto tratta di fatti o oggetti che realmente non esistono. L'ho trovato in alcuni punti "pesante", in quanto dava troppo spazio alle riflessioni interiori di Montag, facendo perdere di vista ad esempio, il luogo in cui si trovava, o il momento in cui ciò avveniva. Ho trovato invece molto interessanti, se non addirittura affascinanti personaggi come Beatty, che incarna in maniera perfetta il tipico uomo che rispetta una legge sbagliata, se non addirittura perversa, solo perchè "così è", quasi come un concetto heideggeriano, o come la giovane Clarisse, che invece rappresenta l'aria fresca del cambiamento, dell rivoluzione, del credere nei propri valori, nella diversa e non nell'omologazione. L'unica pecca che sento veramente di dover mettere in mostra, è il finale un po' vuoto, quasi che lascia il lettore senza comprendere veramente quale fosse il senso del libro, in quanto non si lascia nemmeno spazio ad un finale con opzioni. Rimane il fatto che l'idea e il messagio che quest'opera incarna è eccezionale, adatto ai tempi in cui è stato prodotto, e a mio avviso sempre attuale, specialmente se messo in relazione con il fenomeno ISIS, che in alcune sue peculiarità richiama vari concetti dall'autore messi in evidenza.

PS: Nel 1947, dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale e dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la Commissione per le attività anti-americane (HUAC) - nata nel 1938 per investigare su cittadini americani che fossero in qualche modo collegati ai comunisti - tenne delle udienze per investigare su presunte influenze del comunismo nelle produzioni di film a Hollywood. Queste udienze risultarono nella lista nera dei cosiddetti "Hollywood Ten"[5], un gruppo di sceneggiatori e registi piuttosto influenti. Questa interferenza del governo in affari artistici e di tipo creativo scatenò l'ira di Bradbury[6]. Amareggiato e interessato alle mosse del suo governo, in una notte del tardo 1949 incontrò uno zelante poliziotto che avrebbe ispirato Bradbury per la stesura di una breve storia, The Pedestrian, che sarebbe dapprima diventata The Fireman e poi Fahrenheit 451. L'ascesa del senatore Joseph McCarthy le sue udienze di accusa contro i comunisti a partire dal 1950, avrebbero approfondito a dismisura il disprezzo dello scrittore nei confronti del governo. [ FONTE: WIKIPEDIA].

-ARTESIASOPHIE